Mia figlia si è trasferita in Corea dodici anni fa. Poi, un giorno, all’età di sessantatré anni, ho comprato un biglietto aereo e sono andata a cercarla.

Ma quella parola — «bene» — non mi convinceva. È quello che dice la gente quando non vuole dire la verità.

Decisione

Alla fine presi una decisione. Andrò in Corea. La cercherò. Per una donna di sessantatré anni che non aveva mai lasciato il paese, era una follia. Ma, con le mani tremanti, comprai il biglietto e partii.

La casa

Arrivai e presi un taxi per casa sua. Era una casa a due piani, silenziosa, molto silenziosa. Il giardino era bellissimo ma privo di vita. Bussai alla porta. Nessuno rispose. La porta non era chiusa a chiave.

Entrai. La casa era pulita, molto pulita. Non c’era alcun segno della presenza di un uomo. Nemmeno una traccia di vestiti maschili. Neppure odore di cibo. Salii le scale. Una stanza conteneva vestiti da donna. L’altra sembrava un ufficio inutilizzato. E l’ultima… Rimasi senza parole. Scatole, tantissime scatole, piene di contanti.

Mi sentii svuotata.

In quel momento, lei aprì la porta del piano di sotto.

« Precedente Prossima »

Leave a Comment